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Martedý 2 Settembre 2014
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sulla riva sinistra della Dora Riparia




Italiano

Pieve di San Pietro (Sec. XI)

immagine ingrandita Pieve di San Pietro - Panorama (Foto Mario) (apre in nuova finestra) Il primo documento conosciuto, in cui si cita esplicitamente la Pieve di San Pietro, risale al 26 giugno 1159: Ŕ un diploma di Federico Barbarossa che conferma i privilegi di Carlo, Vescovo di Torino, riconoscendogli 'curtem de Planicia cum castello et districto et plebe', contro le pretese dei Savoia.
La Pieve Ŕ il monumento pi¨ antico di Pianezza, di notevole rilevanza storica e artistica. Sorge su un sito destinato al culto fin dall'antichitÓ: infatti negli studi eseguiti sulle Pievi del triangolo Asti - Torino - Casale Ŕ stato rilevato che sorgono su siti pi¨ antichi di templi o di edicole pagane, e in particolare lungo strade di grande importanza.
╚ stata rilevata anche come caratteristica di molte Pievi l'essere situate presso corsi d'acqua o per necessitÓ liturgiche, o perchÚ lungo questi sorgevano i centri abitati. Per analogia da molti studiosi Ŕ ritenuta simile l'origine della Pieve di San Pietro: il sito Ŕ ricco di reperti romani; la costruzione Ŕ quasi a strapiombo sulla Dora, lungo la cui riva destra correva una delle pi¨ importanti vie romane, la strada delle Gallie, la via Francigena, che partiva dalla Porta Segusina di Torino e, costeggiando la Dora, si spingeva sino ai valichi alpini.
Inoltre, il fatto che la misura base usata nell'edificio sia il "piede liprando", da Liutprando, re longobardo, e che l'intitolazione a San Pietro pare sia stata solita nei luoghi conquistati al cattolicesimo contro la fede ariana dei Longobardi, fa presumere che originariamente fosse una struttura d'epoca longobarda.
immagine ingrandita Pieve di San Pietro - Dipinto (Foto Mario) (apre in nuova finestra) La costruzione della Pieve risale alla metÓ del XII secolo, con un'unica navata di cui rimane la facciata che Ŕ la parte pi¨ significativa: la struttura Ŕ a capanna, ripartita da quattro lesene e adorna di archetti in cotto sotto il profilo del tetto.
Della stessa epoca Ŕ, probabilmente, anche l'apertura cruciforme.
L'arco in mattoni che sovrasta il portale Ŕ di fattura elegante; il gioco policromo delle fasce di pietra e dei mattoni forma un motivo decorativo piacevole nella sua semplicitÓ.
Siccome ha nella facciata caratteri architettonici pi¨ lombardi che francesi (come invece accade per molti edifici simili piemontesi) si pensa che la costruzione sia stata eseguita da maestranze lombarde, i maestri comacini, che si sarebbero avvalsi di manodopera locale.
La facciata Ŕ rivolta a Ovest e l'intera costruzione ha l'andamento Est-Ovest: Ŕ l'orientamento che hanno quasi tutte le chiese romaniche d'area lombarda. Nel periodo gotico fu ampliata col rifacimento dell'abside e l'aggiunta delle navate laterali ricoperte da volte.
immagine ingrandita Pieve di San Pietro - Dipinto Navata (Foto Mario) (apre in nuova finestra)La decorazione pittorica fu iniziata da Giacomo Jaquerio e dalla sua scuola nei primi decenni del '400. La mano del maestro si esprime con solenne drammaticitÓ nella parete di fondo dell'abside con la Crocifissione e con le figure della Vergine, di San Giovanni, della Maddalena e di altre sante.
L'opera degli allievi diventa ritratto negli Apostoli del sottarco, ed indulge a tratti descrittivi negli Evangelisti della volta e nell'Annunciazione.
Le storie di San Pietro e San Giovanni Battista, sulle pareti laterali, riprendono modelli utilizzati anche in altre opere. A Giacomo Jaquerio Ŕ attribuito anche il delicato San Michele Arcangelo nel sottarco della navata sud.
La cappella di San Biagio Ŕ di altra mano meno felice, con storie del Santo sulle pareti e i Dottori della Chiesa nella volta, accompagnati dai tradizionali simboli degli Evangelisti; notevoli i due monogrammi del Nome del Signore Ges¨ (in greco e in latino), ricordo della Compagnia omonima nata in questa chiesa.
In testa alla navata l'Annunciazione sovrasta l'occhio luminoso in pietra chiara con motivi gotici a traforo.
La cappella dei Provana, feudatari del luogo dal 1360, Ŕ notevole per la parete dell'altare, opera di un pittore rinascimentale. Vi sono raffigurate scene della vita di san Giovanni Battista con delicati paesaggi, animali fantastici e personaggi in ricche vesti. Altri episodi della vita del Battista, nella volta e nelle pareti laterali, sono di mano pi¨ rozza.
La navata centrale conserva altri affreschi frammentari: un realistico Martirio di San Sebastiano Ŕ attribuito ad Aimone Duce.
Accanto al portale un affresco cinquecentesco raffigura un santo protettore davanti ad un castello o a una cittÓ in fiamme: Ŕ San Floriano, venerato soprattutto in Alto Adige e in Austria.
E' probabile che la scena si riferisca al grave incendio scoppiato in Pianezza nel 1469.
La raffigurazione di questo Santo ci conferma l'importanza degli scambi culturali grazie ai pellegrini e ai mercanti che percorrevano la Via Francigena. Analogamente si pu˛ dire del San Gottardo in abito vescovile, affrescato nella parete destra della navata centrale, vicino all'abside; in basso, a sinistra c'Ŕ il ritratto del dedicante "Mateus Caselli", probabilmente un mercante scampato a qualche grave pericolo.
Le vetrate istoriate dell'abside, il tabernacolo ligneo dipinto e il fonte battesimale furono trasferiti nei musei di Torino nei primi anni del '900.


English

The Parish church of Saint Peter

This building is perhaps the most extensively researched of Pianezza's historical treasures. The first known documented reference to the church is dated June 26 1159; it is a certificate from Federico Barbarossa which confirms the privileges of Carl, Bishop of Turin, in gratitude for the support of the castle, district and populace against the interest of the house of Savoy.
immagine ingrandita Pieve di San Pietro - Dipinto Altare Sinistro (Foto Mario) (apre in nuova finestra) The church is a monument more ancient than Pianezza, and is of remarkable historical and artistic importance. It is situated on a site of ancient worship. Studies of ancient churches within the triangular region of Asti, Turin and Casale have found many that appear to rest on sites of worship that predate closed buildings.
Many are presumed to have been situated along important travel routes.
Such ancient sites holy sites are often found near water, either because access to water was necessary for the customs of worship or because of the centers of population were located nearby. Both of these reasons are thought to support the location of the Chuch of Saint Peter. The architecture of the church is richly Romanesque, and situated near to the overlook of the river Dora, along which ran one of the most important roman travel routes.
The road was called via Francigena, and connected Turin to the roman region of Gallia (modern France). It departed from the Segusina gate of Turin, followed the Dora, and continued on into the alpine valleys to the west.
Moreover, the fact that the base measure used in the layout of the structure is the "liprando foot" from Liutprando, king of the Lombards, and that dedication to Saint Peter seems to have been particularly common to sites where Catholocism conquered the Ariane faith of the Lombards, support the theory that the original structure was likely erected by the Lombards.
The construction of the Pieve is dated to the first half of the 12th century, with only a single nave, the fašade of which is perhaps the church's most significant feature.
immagine ingrandita Pieve di San Pietro - Vista Laterale (apre in nuova finestra) The cruciform opening in the fašade is probably also from the original configuration. The brick arch above the doorway shows elegant design and workmanship; the playful use of polychrome on the stone bands and the brickwork forms a pleasantly simple decorative effect. Since the fašade exhibits more characteristics of Lombardic architecture than French (in contrast to many similar buildings in Piemonte), it is believed that the original construction was executed by Lombardic artists, rather than having taken advantage of local labor.
The facade is turned to the west, and the entire structure is aligned on and east-west axis; this too is typical of nearly all of the churches of the Lombardic area. During the gothic period the church was widened with the reconstruction of the apse and the addition of vaulted lateral naves.
The pictorial decoration was initiated by Giacomo Jaquerio and followers of his school in the first decades of the fifteenth century. The hand of the master is expressed with solemn drama on the wall at the bottom of the apse with the crucifixion and the figures of the virgin, Saint John, Mary Magdelena and various other saints.
The work of the master's students is seen in the depiction of the Apostles beneath the arch, and also in the scenes of the evangelists and the annunciation.
The history of Saint Peter and San Giovanni Batiste, seen on the sidewalls, repeats designs used elsewhere. The arch angel Michael depicted beneath the arch of the southern nave is also attributed to Giacomo Jaquerio.
The chapel to Saint Biagio is of a less talented hand, with the history of the Saint depicted on the walls along with the leaders of the Church at the time, accompanied also by traditional symbols of the evangelists. Notable are the two monograms of the Holy Spirit of Jesus (in Greek and Latin), a memorial of the founding in this church of the society of the same name.
The head of the nave is adorned with a luminous eye of bright stone with an embossed gothic motif.
The chapel to Provana, feudal lord of the region from 1360, is remarkable for the altar wall, work of a renaissance painter. Scenes of the life of saint John the Baptist are wonderfully represented with delicate landscapes, animals and figures in rich garments.
Other episodes of the life of John the Baptist, in the vaults and on the sidewalls, are of a rougher hand.
The central nave also contains fragments of various other frescoes; a realistic Martyrdom of Saint Sebastian is attributed to Aimone Duce.
Beside the door a fifteenth century fresco depicts a saint protecting a castle or a city in flames. This is Saint Florian, venerated especially in the regions to the north and in Austria. It is likely that the scene refers to the serious fire in Pianezza in 1469. The depiction of the saint confirms the importance of the cultural exchange which may be attributed to the pilgrims and merchants who passed along the Via Francigena. The same can be said regarding the image of Saint Gottard in Episcopal dress, seen on the wall to the right of the central nave near the apse. Low on the left there is a portrait dedicated by one Mateus Caselli, probably a local merchant who had escaped some serious peril.
Various treasures, including the stained glass windows and painted wooden panels of the apse as well as the christening font were transferred to the museums of Turin in the early years of the 20th century.

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